Pulsioni…

(…) Angela faticò a recuperare l’autocontrollo vacillante per la sorpresa e l’emozione di trovarsi davanti l’uomo che tanto l’aveva colpita qualche mattina prima, scombussolata al pensiero di avere addirittura scopato con lui a sua insaputa. Le spiaceva ammetterlo, ma sentiva le gambe malferme e non sapeva cosa dire, come se le si fosse bloccata di colpo ogni attività intellettiva. All’improvviso, ricordò il motivo per cui si trovava lì. “Vorrei provare quel cappotto nero”, disse, indicando il manichino in vetrina con un tono di voce che non si conosceva.
“Taglia?”, chiese l’uomo con tono strascicato. “42.” Ribatté Angela. Le sembrava si notasse.
Il tipo fece strada verso l’espositore dove erano appesi e scrutò le etichette per individuare il capo da porgerle. “Ecco”, disse infine, “una 42. Ordiniamo solo un capo per taglia, in modo tale che ogni nostra cliente si senta unica. Provi”. Angela lo seguì ed entrò nella cabina, augurandosi che lui la seguisse. (…)

brano tratto dal romanzo di Nina Vanigli: “Mulini neri”, Eroscultura editore.sveltina2

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Se il rimpianto è sexy

Spesso mi sono trovata a dire quanto possa essere veicolo di sensualità, e di molto altro, una voce: l’eros, per quanto mi riguarda, ha di sicuro a che fare con le corde vocali. Prediligo i timbri bassi, cupi, dolenti, che mi ricordano il velluto nero e la carta vetrata, il fumo e la dannazione del vivere. Leonard Cohen, ad esempio, la perfezione. Bruce Springsteen, e quel suo ruggito inconfondibile. Bono, il quale possiede quella che io definisco “voce da letto” e non parlo di sonno, ovviamente. Ho dedicato uno di questi miei articoli a Luca Andriolo, dei Dead Cat in a Bag, e alla sua meravigliosa voce da paradiso (carnale) e da inferno (per i testi sofferti che interpreta). Oggi, voglio dedicare questo articolo a Gianmarco Busetto, attore, autore e regista teatrale, che mi ha rapita dal primo istante di ascolto durante un reading e ho poi continuato a seguire, sedotta e ipnotizzata dalla sua splendida voce graffiata, morbida e dura, sensuale e densa di rimpianto, come nel brano, da lui scritto e interpretato, che vi consiglio di ascoltare qui sotto, preferibilmente in cuffia. “Prima di tutto dopo di te” colpisce forte. E il contraccolpo non abbandona. Busetto trascina, giacché ognuno nel proprio vissuto conserva qualcosa che cerca di riemergere, e la colonna sonora strugge mentre lui scava nell’anima con rabbia d’amore.

Sedotta da Clara

Come già ho detto, amo leggere sia i classici della letteratura erotica che le novità editoriali. Alcune autrici mi rapiscono, hanno nel loro narrare la magia di un eros non patinato, in cui la carnalità si fonde con l’originalità della trama e un mirabile stile descrittivo: Clara Caverzan, una di queste. Il suo: “Desideria” ha venduto più di centomila copie in brevissimo tempo, quantità sbalorditiva e invidiabile per un’esordiente italiana, e conquistato il Premio Fiuggi per la letteratura erotica, mentre il secondo romanzo, “Goodbye, habibi” è stato oggetto di tesi di laurea e considerato un paradigma letterario di quel fenomeno che riguarda il turismo sessuale femminile in Egitto. Diretta, coraggiosa e affascinante, la Caverzan seduce parola dopo parola, proponendo ritratti di donne risolute e risolutive, pur con qualche fragilità a renderle realistiche e credibili come la loro autrice. Il talento e il carattere della scrittrice veneta mi hanno conquistata, e ritengo sia riduttivo definirla “scrittrice erotica”: i suoi romanzi sono bei romanzi, al di là di ogni classificazione di genere. “Goodbye, habibi” è uno dei miei romanzi preferiti, in assoluto.

Sexy!

Sexy… un breve aggettivo che molto significa. Sexy è qualcosa che spesso disconosce il bello, trasferendo una sensazione dal piano estetico a quello puramente emozionale, istintivo. Sexy è uno sguardo che riconduce al sesso, una fitta che colpisce l’immaginario e lo scaglia nel terreno di dominio dei sensi. Sexy è un volto in cui spesso le proporzioni nemmeno sono rispettate, eppure evoca situazioni e pensieri torridi. Una voce che scorre lungo la schiena come un brivido, la staffilata di un sentore animalesco e primordiale che strattona e trascina. Sexy è un aggettivo che in italiano non ne ha uno corrispondente, se non quel “sensuale” che però appare seducente ma colto, raffinato, codificato. Poco sexy, appunto.

Può la bellezza essere sexy? In rari, fortunati casi, credo di sì, anche se per quanto mi riguarda, la bellezza è qualcosa di fine a se stesso che si esaurisce nell’assolvere la propria funzione estetica. Il richiamo sessuale va oltre, scavalca ogni coordinata anagrafica, culturale e sociale, sbeffeggiando la fisiognomica e ogni tentativo di comprensione: questa è forse (se escludiamo l’imperscrutabilità dell’amore), l’unica vera magia a rapirmi. Come già sapete, amo la letteratura erotica e molto ho letto in materia, ma vi svelerò quale io consideri il testo più caldo di sempre: “La lupa” di Verga. Quel ritratto di donna febbrile, assatanata e ossuta, irresistibile agli occhi maschili, la seduttrice famelica e priva di ogni remora, colei che tradisce perfino la figlia assecondando le proprie voglie col di lei marito traditore a sua volta, e soprattutto la geniale, indimenticabile esclamazione finale di rabbia e resa con cui il superbo racconto si conclude. Ogni frase, uno scrigno che numerose volte ho aperto e richiuso…

Sfumature e Mulini

Si è concluso il giveaway del mio romanzo sul sito ufficiale delle 50 sfumature. La vincitrice è Raffa, che non conosco ma spero apprezzerà: “Mulini neri” e la ringrazio di avere partecipato, come chiunque abbia fatto. Ringrazio, soprattutto, la pagina ufficiale italiana del successo letterario più eclatante di sempre per avermi ospitata, regalandomi una prestigiosa vetrina per il mio ultimo lavoro.

GIVEAWAY libro “Mulini Neri”: and the winner is…

Risvolti dell’eros

armandHo letto di recente un romanzo, “Il costo dei sogni”, dell’esordiente J. P. Armand, e sono rimasta, come altri lettori, colpita. Il testo, per numerosi giorni al primo posto nella hit dei bestseller amazon, narra, sotto forma di diario e in modo autobiografico, le esperienze dell’autore, un giovane uomo colto, beneducato, sensibile e intelligente, il quale è solito”acquistare” sesso nei bordelli di tutta Europa. La singolarità di quest’opera risiede nel taglio che lo scrittore è riuscito a dare: una narrazione lucida, a tratti spietata, che compara le ragioni dei clienti a quelle delle prostitute, ragazze di straordinaria bellezza che al di fuori di una casa di piacere non degnerebbero di uno sguardo i clienti a cui si concedono. Molti uomini finiscono per innamorarsi di queste splendide ragazze, abilissime nel vendere sogni, appunto, insieme al proprio corpo. Il lettore viene accompagnato in una realtà che sa di finzione, per via del mercimonio, ma da questa non prescinde, vista l’estremo realismo del contesto. Il poetico Armand, che rimane tale anche nei momenti di disincanto e crudezza, lascia in chi legge un retrogusto amaro, evocando interrogativi e questioni etiche irrisolte in cui l’eros più spinto diviene strumento di interpretazione esistenziale.

http://www.amazon.it/Il-Costo-dei-Sogni-piacere-ebook/dp/B01BE8PTQ6/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1454497071&sr=8-1&keywords=il+costo+dei+sogni

Chi tradisce chi

Tradire ha a che fare col sesso? Non necessariamente. Secondo me, non significa soltanto andare a letto con persone diverse dal proprio partner, svariati sono i modi per farlo. Riversare sull’altro la responsabilità di una decisione un tempo presa di comune accordo, per esempio. Schierarsi da un’altra parte, rispetto a quella della persona amata, anche in caso di manifesta ragione. Oppure, dare per scontata la presenza di chi si ha accanto, smettendo di considerarla come oggetto del desiderio e di ispirazione sessuale.

Lasciarsi andare al richiamo dei sensi, consegnarsi abbandonando ogni remora,sesso è certo il modo più eclatante per espletare un tradimento, e il più rischioso.

Ma anche il più divertente.

Il calore di una voce

Tra il pubblico plaudente durante la registrazione di questo video, c’ero anch’io. Andai a Torino per l’occasione e fu davvero fantastico. Altri loro concerti ho visto in seguito: i Dead Cat in a Bag sono tra i miei musicisti preferiti e la voce del cantante e anima del gruppo, Luca Andriolo, mi scorre lungo la schiena in un brivido di sensualità. Ruvido e disincantato, canta la “commedia umana” con sofferta autenticità, seducendo fra velluto e carta vetrata.