Je t’aime… moi aussi.

Jane Birkin, una delle mie icone sexy. Quel fisico essenziale dal look minimalista, una bellezza acerba anche in età adulta, quello charme che solo le francesi posseggono. Serge Gainsbourg, certo tutt’altro che bello, eppure dotato di un fascino torbido, quasi malsano. Insieme, genitori della bravissima attrice Charlotte Gainsbourg, ma prima, interpreti di questo brano che all’epoca fece davvero scalpore. Da bambina, non mi spiegavo tutti quei gemiti e quegli ansiti, chiedevo spiegazioni alla mia imbarazzatissima mamma quando lo si sentiva per radio, mi pareva i due stessero soffrendo. Ed è ben vero che, in effetti, l’ansimare erotico non sia molto diverso da quello indotto dalla sofferenza.

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L’eros sdoganato

Senza dubbio il successo planetario delle: “50 sfumature” di grigio, nero e rosso ha “sdoganato” la letteratura erotica, consegnandola a chiunque, proponendola come lettura non necessariamente di nicchia e dando vita a un fenomeno di massa unico nel suo genere. La favola di Cenerentola, modernizzata e arricchita di spiccata sensualità, ha conservato intatti i propri archetipi attraversando numerose generazioni, quindi. Le signore nei mezzi pubblici o in riva al mare esibivano la loro copia del blockbuster letterario senza alcun imbarazzo, giustamente, e c’è da augurarsi che, grazie e  Mrs. James, molte lettrici in ogni parte del mondo abbiano scoperto un nuovo genere da frequentare. Io, pur avendo un mio pubblico di estimatori, sono un’autrice italiana emergente, davvero grata e onorata di essere stata scelta dal sito ufficiale della notissima e seguita saga erotica per un giveaway, che vede in palio una copia del mio nuovo romanzo: “Mulini neri”. Per partecipare, è sufficiente cliccare su link sottostante e lasciare un commento. Grazie a chiunque parteciperà!

GIVEAWAY – In palio una copia del romanzo “Mulini Neri”

Le 50 sfumature e Nina!

Onorata, ringrazio il sito italiano ufficiale delle “50 sfumature” per avere scelto il mio romanzo: una copia sarà in palio nel loro giveaway e invito tutti voi a partecipare!

Spero mi porterà fortuna trovarmi sul sito di un successo planetario!

GIVEAWAY – In palio una copia del romanzo “Mulini Neri”

Un divieto illuminante

Volgare… che significherà mai? Io ritengo il confine, tra ciò che lo è e ciò che non lo è, assai opinabile, soggettivo, contingente. Un testo può essere spinto per qualcuno, leggero e soft per qualcun altro. Essendo appassionata di letteratura erotica fin dall’adolescenza, devo dire di avere sviluppato in tal senso una soglia piuttosto elevata: chiunque abbia letto De Sade e Apollinaire sa cosa io intenda. A volte  mi capita di leggere testi erotici in cui l’autrice affronta metafore e perifrasi pur di scavalcare una parola considerata spinta: il risultato è secondo me volgare nell’ipocrisia di una presunta raffinatezza. Comunque, ognuno è libero di apprezzare ciò che crede, io posso soltanto dire che nei miei scritti non mi interessa soltanto eccitare, ma avere buone trame. Mi si dice io sia abile nel rendere i profili caratteriali dei personaggi, nel coinvolgere il lettore in un’introspezione che travalica la sfera erotica per abbracciare l’intera psiche. A volte mi è stato detto che io scriva come un maschio, quando descrivo e interpreto il desiderio maschile, e come femmina quando narro situazioni vissute da una donna. Forse dipende dai miei studi, dalla mia formazione umanistico-filosofica, e dalle mie letture, oltre che da una innata predisposizione. A proposito di letture, voglio rispondere a coloro che mi chiedono quali siano le mie preferite in materia di erotismo: Anais Nin ed Erica Jong, due Muse inarrivabili, donne che hanno stravolto il linguaggio dell’erotismo, distruggendo ogni cliché in materia di comportamento femminile. Ho amato molto alcuni cult come: “Emmanuelle” e “Histoire d’O”, ma la digressione sarebbe piuttosto ampia, mi riservo di tornare sull’argomento. Vi lascio, per il momento, con una notizia personale e curiosa sul mio conto: quando ero adolescente, mi pare intorno ai quindici anni, mia madre stava leggendo un bestseller dell’epoca, “Scrupoli” di Judith Krantz. Ebbene, approfittai del fatto che non fosse in casa, e solleticata dal divieto in merito alla lettura di quel romanzo, mi precipitai ad aprirlo. Scoprii un mondo che non ho più abbandonato, né come lettrice, né come scrittrice.

Rosso e nero

Spesso mi viene chiesto se le labbra scarlatte che caratterizzano questo blog siano le mie: certo che sì! Si tratta proprio della mia bocca e mi fa piacere accenda le fantasie di molti lettori. Il rossetto rosso è indubbiamente sensuale, anche se io, avendo un aspetto di per sé abbastanza vistoso, preferisco per il giorno i toni neutri del “nude”, riservando alla sera e alle occasioni speciali le tinte più appariscenti. Gradirei indossare  spesso il nero, solitamente utilizzato per i party di Carnevale e Halloween, che dovrebbe a mio avviso essere sdoganato e diventare un cosmetico come tutti gli altri. Io ne posseggo uno, quello che vedete nella foto postata, come ricordo di un servizio fotografico di qualche tempo fa (talvolta lavoro ancora come modella, se qualche fotografo mi richiede), ed è un vero peccato che sia considerato soltanto qualcosa di eccessivo e caricaturale, tutt’al più retaggio di un passato look punk, al contrario dello smalto dello stesso colore, ormai normalmente sulle mani delle signore di ogni età. Credo che il rosso e il nero siano i colori che meglio rappresentino il mio stile narrativo, in cui la passione incontra il lato oscuro dell’agire. Sono attratta dal rovescio della medaglia, dal sesso che crea dipendenza, dall’immagine vista al negativo, e amo narrare l’eros da questa angolazione: il sesso vissuto in maniera ludica fa parte della mia vita reale, ma come scrittrice amo mettere in scena situazioni e comportamenti da “commedia umana”, secondo l’accezione di Balzac. Ho scoperto iersera il mio nome in un sito che annovera gli autori noir italiani e mi ha fatto assai piacere che si sia colta l’importanza di tale sfumatura nelle trame dei miei romanzi, cupi ancorché altamente erotici.

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Tra cibo e sex appeal

Qualche giorno fa, mi sono recata al ristorante per pranzo, accompagnata da un amico. Frequento abitualmente quel locale, che apprezzo per la qualità del cibo: i piatti sono sempre caratterizzati da indubbia originalità negli abbinamenti e la tradizione viene rivisitata dal talento eclettico del noto chef, giovane uomo piuttosto avvenente. Eccoci dunque al secondo, ma non secondario, motivo per cui gradisco il ristorante in questione: il personale maschile è attraente. I ragazzi che effettuano il servizio ai tavoli sono gentili, cordiali, preparati nel loro lavoro, ma soprattutto appetibili, almeno quanto il cibo proposto. Dunque, il ragazzo che ci ha serviti era tatuato e sexy, il timbro della voce insinuante, lo sguardo caldo e seduttivo: nell’atto di proporre un prosecco come aperitivo sembrava invitarmi a consumare altro. Immagino sia solito essere ammiccante con ogni cliente di sesso femminile, anche se in quel momento mi è piaciuto pensare che tale atteggiamento fosse stato ispirato proprio da me e quando mi sono alzata per sistemarmi prima di uscire, ho sperato che mi seguisse… Ovviamente non è accaduto, forse l’essere una scrittrice erotica mi rende particolarmente recettiva e accesa nelle mie fantasie… Peccato, però. E ora, non chiedetemi il nome del locale!