Erotico flashback

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Ho provato a mettermi alla prova resistendoti. Cercando altre iridi turchine in cui perdermi, altri bicipiti tatuati ai quali aggrapparmi quando esplodevi dentro di me, e così altri gemiti hanno accompagnato le mie discese nell’antro di un piacere sempre diverso. Eppure. Il sapore del tuo orgasmo nella mia bocca era sempre più dolce rispetto a quello degli altri, e avrei forse preferito non avere conosciuto quella lenta e speculare danza di mandibole che celava le nostre lingue duellanti. Sarebbe stato possibile, allora, proseguire il mio cammino e aprire ad altri la mia porta prescindendo da te, che con un bacio e due dita riuscivi sempre a farmi venire. Invece. Per un tempo che trascende le coordinate cronologiche adottate per definirne il trascorrere, quel desiderio insabbiato anzitempo e deviato dalle contingenze mi ha abitata. Cercando, le nostre volontà nonostante, il modo di tornare a estrinsecarsi. Così, un giorno come tanti ha segnato il punto di non ritorno e il bisogno ha dominato le nostre intenzioni. Il bisogno, sì, che ha subordinato a sé la voglia. E quella parte del tuo corpo che amavo così tanto sentire conficcata nel mio ha ripreso possesso della mia carne bagnata e pulsante, e le mie gambe sulle tue spalle mentre ansimavi forte, pazzo di godimento e di me, andavano a confondersi con le lancette dell’orologio appeso alla parete retrostante, accanto alla foto dei tuoi bimbi.

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La sensualità del bianco

Quella che i più definiscono: “bella stagione”, per me di bello ha davvero poco. Non amo il caldo, l’afa, il sudore, le zanzare, i cibi freddi. La mia pelle è chiarissima e ne ho da sempre molta cura, consapevole del fatto che un dono di natura vada il più possibile preservato, sicché non tengo per nulla ad abbronzarmi, anzi, spicco per la carnagione candida che mi contraddistingue. So che molte persone attendono la calura per avere un pretesto che consenta di denudarsi, e democraticamente rispetto le opinioni e i gusti di chiunque, ma per quanto riguarda me, come quasi sempre controcorrente, apprezzo i segni del costume. Sì, nell’altrui abbronzatura sono proprio quelle aree di pelle bianca a contrastare con il colorito che tanto rende fieri gli appassionati della tintarella selvaggia ad accendermi. Ciò che rende sexy ai miei occhi  la questione, è il fatto di essere ammessi a vedere ciò che normalmente non è visibile: quel costume bianco disegnato sulla pelle scura è una visione ad appannaggio di qualche eletto, non un’ostentazione consegnata alla massa e dunque scevra di risvolti erotici. Inoltre, chi si spoglia conserva in chi guarda l’illusione di uno svestirsi che non abbia fine: un costume sotto un altro costume. Quanto di più sensuale, insomma. segniNon a caso esiste una forma di feticismo che riguardante proprio la carica erotica sprigionata dai segni del costume…

Le tinte forti del sesso

Come sa chi conosce il mio stile, prediligo la narrazione del sesso senza metafore e il mio linguaggio può talvolta essere considerato crudo, ma è secondo me il linguaggio della passione ed è sempre giustificato dalla trama. Le parole forti possono essere inserite in un contesto che richieda tale registro. Alcune scrittrici, note più per spocchia e supponenza che per bravura, ritengono sia elegante utilizzare perifrasi e sinonimi, ignorando che non sia certo il lessico a rendere volgare un testo. Cosa sia la volgarità, poi, è questione assai spinosa quanto, per fortuna, opinabile: chiunque può sentirsi turbato da qualcosa, dipende solo dalla soglia personale. Una lettrice ventitreenne, dopo avere letto il mio: “Mulini neri” ed essersi congratulata con me per la trama e lo spessore dei personaggi, ha aggiunto che secondo lei non era abbastanza spinto, o perlomeno non quanto pensava. La cosa mi ha fatta sorridere, se penso che c’è chi mi definisce troppo spinta. Se anche fosse? Ognuno ha il diritto di piacere al proprio pubblico. Con: “Mulini neri” in pochi giorni ho collezionato dieci recensioni a cinque stelle in amazon e il mio primo romanzo, “La passione di Ornella”, che presto sarà riproporrò, è stato il titolo di punta di entrambi gli editori che lo hanno pubblicato, inoltre, lo scorso agosto ha raggiunto il primo posto nella hit dei bestseller della categoria “Letteratura erotica”. Rappresento la carnalità del sesso senza filtri edulcoranti e amo colorare di nero le mie trame. Nero come il lato oscuro che mi attrae, rosso come il sangue che scorre più veloce quando la razionalità si arrende all’istinto.passione

L’odore del sesso

“L’odore del sesso” è il titolo di una nota canzone di Ligabue che, pur non essendo fan del cantautore, apprezzo particolarmente. Come sempre ribadisco, la mia anima è rock e amo questo genere musicale in ogni declinazione, dalle ballate all’hard, perfino nell’espressione heavy metal. Quando ascolto la hit in questione, qualcosa mi tocca nel profondo e mi chiedo quale odore abbia il sesso, quanto potere abbia l’olfatto come veicolo di emozioni. La pelle dell’altro, il sudore, gli umori che l’eros sa produrre come prova del suo ingresso nell’interazione tra amanti, rendono unico ogni “cocktail”. A volte, dopo un incontro, ho evitato appositamente di lavarmi subito, per conservare addosso l’afrore, la traccia olfattiva del mio amante, provando a prolungare l’abbraccio oltre la separazione. Ligabue canta che l’odore del sesso rimanga addosso e non se ne vada più, il che metaforicamente è vero, ed è altresì vero che sia complicato distinguere dall’amore un’attrazione erotica forte, una sbandata passionale, un richiamo animalesco tanto potente da offuscare il resto, relegando sullo sfondo ogni altra presenza e dominando ogni pensiero. Canta di letti sfatti, lenzuola spiegazzate e aria densa… costringendo a rievocare spezzoni di vita vissuta o celebrando situazioni attuali. È una canzone nostalgica ed eccitante, calda e dolente. E il “mischiarsi la pelle, le anime e le ossa”, quando poi alla fine ognuno riprende le sue, è sempre una magia. Forse l’unica.odore

Sul bacio…

Non esiste danza più sublime di quella delle mandibole durante il bacio. Un movimento ipnotico che mi rapisce e incanta, per contemplare il quale mi lascio sorprendere a occhi aperti. Il primo, magico bacio che introduce al tutto, il bacio denso di sensualità che accompagna l’ondeggiare dei corpi, il bacio che porta in sé il sapore della fine. Alcuni, baciano ogni volta come se fosse l’ultima.  Ad altri, non è concessa prova d’appello e sono destinati a pascersi di quell’unico e indelebile ricordo. Non una parentesi, solo un breve inciso.

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