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Il tuo sguardo nel mio, le nostre gambe intrecciate.

Essenza trascendente la corporeità, siamo passione avulsa da ogni mondo in attesa di criptate reiterazioni. Baci lenti tra parentesi cromatiche assecondano sussulti e ansiti in ritmo crescente.

Ombre inscindibili in un letto estraneo si arrendono a carnali realtà inattese....

 

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Pazzo di Shamira

(…) La tiepida e serena giornata autunnale si stava rivelando per Guido densa di appuntamenti e complicazioni, per cui, non essendo possibile staccare e concedersi una pausa pranzo, aveva optato per una breve puntata al bar sul lago. Amava quel posto. Lui, nato e cresciuto in una grande città del nord, aveva scelto di stabilirsi in quella località di provincia soprattutto per via dell’attrazione che da sempre provava nei confronti di ogni paesaggio lacuale. Le acque cupe e ferme circondate dal verde delle alture gli comunicavano qualcosa di magico a ogni ora, avrebbe passato il proprio tempo in contemplazione di quello spettacolo. Lo preferiva a quello del mare. Sulla riva, poco distante, una fila di pedalò, piccole barche in legno e canoe riposavano dopo il noleggio estivo: essendosi protratto a lungo il clima mite, forse il titolare ancora non si era risolto a riporle nel deposito fino alla successiva primavera.

Lo chalet era un bar con piccola cucina e d’estate i tavolini all’aperto garantivano agli avventori un delizioso panorama. Lui, però, apprezzava anche la veste decadente conferita dalle stagioni che considerava più belle, quelle detestate dai più. Entrò per ordinare un club sandwich con pane integrale farcito alle verdure grigliate e mezzo litro di minerale naturale, giusto per riuscire poi a rientrare presto nello studio espletando le pratiche in attesa. Dopo il caffè, uscì dirigendosi verso l’auto parcheggiata appena fuori e la sua attenzione venne attratta da un paio di presenze. Ciò che aveva appena ingurgitato con appetito si trasformò in un pugno alla bocca dello stomaco: Shamira, di spalle, stava baciando un ragazzo. Erano abbracciati, talmente rapiti da non accorgersi di nulla, figurarsi di lui.  Parzialmente coperti da un albero, si notava comunque come lui le stesse palpeggiando le tette durante il bacio e come si stessero strusciando l’uno addosso all’altra. (…)

Brano tratto da: “Mulini neri” di Nina Vanigli, Eroscultura editore, 2016

https://www.amazon.it/Mulini-neri-Nina-Vanigli-ebook/dp/B01FRGNV3E?ie=UTF8&keywords=nina+vanigli&qid=1463991920&ref_=sr_1_1&s=digital-text&sr=1-1

 

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