Passione… in quale accezione?

Ringrazio millesplendidilibriblog.wordpress.com per questa recensione al mio romanzo. Ottime le osservazioni e da me particolarmente apprezzata l’attenzione rivolta all’ambiguità del titolo, che contiene l’essenza stessa del romanzo nella propria etimologia.

La passione di Ornella

Prima di leggere La passione di Ornella di Nina Vanigli dobbiamo soffermarci sul termine Passione.

Cos’è la passione? Il primo significato lo si dà alla Passione di Cristo, associata a una sofferenza fisica e spirituale; il secondo significato è riconducibile a uno stato emotivo in cui la razionalità viene sottomessa dalla carica erotica-emotiva, perdendo obiettività e coerenza.
Siamo completamente soggiogati dall’attrazione fisica ed emotiva, il nostro cervello risponde solo ed esclusivamante al piacere che riceviamo.

Bene, la nostra protagonista è l’emblema della dipendenza dalla passione e questa passione si chiama Alessandro; Ornella è completamente succube di un uomo che la usa solo per i propri compiacimenti e spesso anche per quelli degli altri:

“Lei, aveva ormai capito che il proprio destino di giocattolo fosse quello di permettere a tutti l’uso del suo corpo, ma le sembrava anche un modo di tenersi stretto l’uomo che amava. ”

La storia di Ornella è amara, cruda e senza uno spiraglio, un barlume di speranza, o meglio Ornella è totalmente asservita ad Alessandro e scappare non sarà la soluzione…

In realtà è anche difficile aiutare chi non vuole salvarsi, la sua amica ha provato, un nuovo amore ha provato, ma Ornella con Alessandro è arrivata a un punto di non ritorno, per Ornella …

“Quello era l’infinito, l’assenza di tempo, la presenza del tutto in un’epifania d’amore.”

Può l’amore condurci sul baratro?Può spegnere la nostra dignità?Può renderci schiavi?Difficile rispondere, ma credo che un rapporto malato non può, sicuramente, definirsi Amore!Le vessazioni, le umiliazioni non possono considerarsi accettabili in amore.

Alessandro, è indiscutibilmente il bel tenebroso da cui molte donne sono attratte, fisico statuario, occhi di ghiaccio,e biondi capelli ribelli, con una carica erotica che lascia senza respiro. Un misogino anaffettivo, che usa le donne come oggetti di conquista e per il proprio piacere, capace di venderle come schiave sessuali; non è solo uno stronzo, definizione alquanto qualunquista, per me è un criminale, né più né meno!

Le descrizioni dell’atto sessuale sono senza filtri, schiette e provocatorie, in una alternanza di elucubrazioni, momenti introspettivi, un vis -à vis con l’anima, attimi di lucidità da un rapporto morboso e malato, ma che non saranno sufficienti a salvare la sua anima.

Nina Vanigli provoca volutamente le lettrici mettendo a dura prova le reazioni: rabbia, stupore, pianto, commiserazione, dispiacere… fino a un atto finale molto noir, che ci lascerà senza parole in un misto di collera e stupore.
La sua scrittura è un fiume che scorre e ti travolge completamente, curata e senza sbavature racconta un vissuto senza mezzi termini in un’atmosfera decisamente al cardiopalma.

La passione di Ornella precede il secondo libro di Nina Vanigli Mulini Neri, di cui avevamo parlato.
Rivisto e corretto vi consiglio di leggerlo perchè, come si suol dire, è un pugno nello stomaco e nell’anima.

Charlie Chaplin disse:

“Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, ma poi tutta una vita per dimenticarla.”

…e Ornella non poteva dimenticare!

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