Ossessione scambiata per amore

“Doveva stare lontana da quell’uomo, eppure anche fisicamente la sua assenza provocava angoscia. Si stava sforzando di trattenere le lacrime che erano salite a pungere i suoi occhi, le mancava già così tanto strusciarsi su quel corpo liscio e perfetto,
sentire quel turgore muoversi dentro sé, quel membro irruente farsi strada nella sua carne. Violenti crampi al basso ventre, sentiva, e il sangue smuoversi perfino nelle vene dei polsi, ed era soltanto il primo giorno di agonia. Le sembrava di odiarlo, a momenti, ma più l’odiava e più aveva voglia di averlo. Fuori di testa per il delirio.”

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Per conoscermi meglio…

 

Di seguito, l’intervista rilasciata a Eroscultura, editore dei miei due romanzi: “La passione di Ornella” e “Mulini neri”.

11195445_958997967467702_1789053764_n1) Parlaci un po’ di te… chi è Nina Vanigli?

Sono veneziana, nata e cresciuta tra i marmi e l’acqua della città più bella al mondo, e rimarrei per sempre tale nell’anima, ovunque potessi trovarmi. Mi sono laureata in Filosofia presso l’università di Ca’ Foscari dopo avere frequentato il liceo classico. Amo il freddo, l’autunno come preludio all’inverno, qualcuno mi ha definita una lupa siberiana, forse anche per il colore e l’espressione del mio sguardo. Sono alta, snella, e amo il mio aspetto che però tengo celato, scrivendo sotto alias: preferisco avere questa via di fuga costituita dallo scrivere erotici, mi diverto molto a essere due persone in una. Leggo erotici da quando ero adolescente, sia classici che novità editoriali, prediligendo trame forti e linguaggio fuori metafora. I miei punti di riferimento sono Anais Nin, Harold Robbins e Erica Jong.

2) Nel tuo tempo libero, cosa ami fare?

Mi piace leggere, alternando i classici alle pubblicazioni più recenti. Inoltre apprezzo il cinema, la musica rock in tutte le sue declinazioni e soprattutto mi diverte cucinare.

3) Qual era uno dei tuoi più grandi sogni di bambina?

Volevo studiare e la mia famiglia mi ha permesso di farlo, sicché mi reputo fortunata.

4) Quali sono i tuoi 3 personaggi famosi preferiti?

Cleopatra, donna forte, passionale, volitiva. Madame Curie, per le sue scoperte in ambito scientifico e il Sommo Dante, autore del più grande capolavoro letterario di tutti i tempi.

5) Il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno?

A volte mi sembra di non avere nemmeno il bicchiere.

6) Dammi il primo consiglio che ti passa per la mente.

Farsi i fatti propri è sempre la cosa migliore.

7) Hai a disposizione tre desideri. Cosa domanderesti al genio della lampada?

Vorrei vivere di scrittura guadagnando quanto basta, poiché di stima e soddisfazioni ne ho sempre avute tante ma purtroppo non sono monetizzabili. Chiederei poi una cura per alcune malattie dalle quali attualmente non è possibile guarire. Da ultimo, vorrei abolito l’odiosissimo costume italiano delle raccomandazioni, il quale permette a taluni di scavalcare coloro che provano ad avanzare con il solo merito e i propri mezzi.

8) Cos’è l’eros per te?

Slancio di vita, motore dell’esistenza. Un richiamo ancestrale da cui amo farmi dominare, un mistero che mi rapisce.

9) Come è nata la tua passione per la scrittura? C’è un’immagine nella tua memoria che ricolleghi al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittore?

Non ho in mente un preciso istante, ma la mia propensione nei confronti delle materie umanistiche è sempre stata evidente, come conferma il mio percorso di studi. Ho sempre brillato in questo, forse perché amando leggere sin da piccola mi è risultato naturale provare a scrivere. Inoltre, il lavoro che svolgo con il mio vero nome ha a che fare con l’editoria. Insomma, la coerenza fa parte di me.

10) Come nascono le tue storie? È facile farsi venire le idee?

Le mie storie nascono vivendo. Sono attratta dalla cronaca nera e dal lato oscuro delle persone e del sesso, mi piace narrare il rovescio della medaglia.

11) Ci sono scrittori disciplinati, metodici, che stilano scalette e rileggono mille volte i loro scritti; e autori che istintivamente buttano giù frasi su frasi fino a comporre un romanzo. Tu che tipo di scrittore sei?

Seguo una traccia piramidale nella stesura della trama, la sviluppo secondo un canone prestabilito, tuttavia lascio ai miei personaggi la libertà di svilupparsi e crescere al di là dello schema previsto. Mi preme che la trama sia credibile quanto coinvolgente e sono inflessibile con me stessa, vorrei migliorare continuamente. Sono attenta alla scelta del registro adatto e curo in maniera quasi maniacale il linguaggio: detesto vederlo saccheggiato, come la moda attuale sembra invece imporre.

12) Ha un luogo/stanza dove preferisce scrivere?

La cucina, luogo di creatività, dove il mio portatile è sempre aperto.

13) Segui orari/abitudini?

No, l’importante è assecondare l’ispirazione. A volte le idee migliori arrivano nottetempo.

14) Quali sono gli ingredienti che servono in una storia?

Lo spessore dei personaggi, che cerco di rendere dal punto di vista caratteriale e comportamentale. Una trama trascinante e una buona tecnica narrativa. Non credo agli scrittori improvvisati, per saper scrivere è necessario molto studio e, come nel jazz, per saper improvvisare è necessario conoscere le regole. Ecco, mi sento una jazzista della scrittura.

15) In genere ti immedesimi nei tuoi personaggi?

Inevitabile che sensazioni e stati d’animo siano riconducibili alla mia sfera emotiva, però cerco di descrivere senza divenire io stessa protagonista di ciò che racconto.

16) Da lettore: tre libri che hai amato.

“Pastorale americana” di Roth, “Thérèse Raquin” Zola, “Paura di volare” della Jong. In realtà, ne ho amati innumerevoli altri.

17) Che libro stai leggendo attualmente?

“Teorema” di Pasolini. Trovo fosse uno scrittore dal talento straordinario al punto che la prosa mi distrae a volte dal contenuto, tanto è superba.

18) Il genere letterario che preferisci? Quello che invece ti piace meno?

Oltre alla letteratura erotica, che come ho detto frequento da decenni, mi piacciono molto i noir e la letteratura francese, in primis Balzac, Zola e Maupassant, anche se nutro un’ammirazione sconfinata per Verga. Non mi appassiona molto il fantasy, lo sento lontano da me.

19) Qual è il tuo pubblico ideale? A che lettore pensi quando scrivi?

Non ho in mente un target specifico, seguo solo il mio istinto.

20) Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare il tuo libro?

Ho diverse pubblicazioni al mio attivo, e sono state possibili soltanto perché ho sottoposto i miei manoscritti alle case editrici, ricevendo numerose proposte di pubblicazione. Rifiutate quelle a pagamento, a cui sono contraria, ho selezionato quelle più adatte a me. Non sono disposta a strapagare agenti né a frequentare costosi corsi di scrittura, convinta che a scrivere non si impari né che un romanzo equivalga a una pizza, preparata con gli ingredienti suggeriti dal mercato del momento. Scrivo secondo la mia linea senza spostarmi di un passo, e questo è tutto. Per fortuna, da qualche anno tra me ed Eroscultura è scattata un’ottima intesa letteraria e artistica che ha portato alla pubblicazione dei miei due romanzi: “La passione di Ornella” e “Mulini neri”.

21) La storia è piena di libri rifiutati dalle case editrici e di libri che non sono stati immediatamente compresi dai lettori. Tu che rapporto hai con il rifiuto? E in che modo è cambiato nel tempo?

La questione non mi tocca, nel senso che ho visto i miei romanzi pubblicati e il mio solo rammarico, come detto, è quello di non vendere abbastanza da potermi mantenere soltanto con questa attività. Sono sempre recensita molto bene, ho avuto l’onore del primo posto nella hit dei best-seller amazon e spesso sono stata in top, ma certo non posso piacere a tutti, quindi lo metto in conto e vado oltre. Scrivo storie amare, spinte, e il mio stile è crudo e diretto: vado per la mia strada. Non ho mai cercato il consenso a tutti i costi e sono consapevole che uno stile come il mio possa non rientrare nei gusti di chiunque.

22) Stai pensando a un futuro in cui la scrittura diventerà sempre più importante per te oppure la scrittura sta solo occupando una parentesi temporanea della tua vita?

Sono nata per scrivere e sempre scriverò, nonostante gli scarsissimi riscontri economici sono e rimango una professionista del settore, sia sotto alias che con il mio vero nome.

23) Stai già scrivendo il prossimo romanzo? Ci puoi dare qualche anticipazione?

Certo, sono più a meno a metà nella stesura del terzo romanzo e, pur avendo la trama ben definita in mente, non so bene quando riuscirò a completare il tutto. Scrivo quando il mio lavoro di editor e consulente editoriale me lo permette, visto che sono per la maggior parte del tempo impegnata a migliorare i testi altrui, e questo “in fieri” sarà diverso dai due precedenti, molto meno noir, intriso di una forte la componente autobiografica. Comunque, sempre un torrido erotico, secondo la cifra di Nina Vanigli.

Replica

amante

Ho provato a mettermi alla prova resistendoti. Cercando altre iridi turchine in cui perdermi, altri bicipiti tatuati ai quali aggrapparmi quando esplodevi dentro di me, e così altri gemiti hanno accompagnato le mie discese nell’antro di un piacere sempre diverso. Eppure. Il sapore del tuo orgasmo nella mia bocca era sempre più dolce rispetto a quello degli altri, e avrei forse preferito non avere conosciuto quella lenta e speculare danza di mandibole che celava le nostre lingue duellanti. Sarebbe stato possibile, allora, proseguire il mio cammino e aprire ad altri la mia porta prescindendo da te, che con un bacio e due dita riuscivi sempre a farmi venire. Invece. Per un tempo che trascende le coordinate cronologiche adottate a definirne il trascorrere, quel desiderio insabbiato anzitempo e deviato dalle contingenze mi ha abitata. Cercando, le nostre volontà nonostante, il modo di tornare a estrinsecarsi. Così, un giorno come tanti ha segnato il punto di non ritorno e il bisogno ha dominato le nostre intenzioni. Il bisogno, sì, che ha subordinato a sé la voglia. E quella parte del tuo corpo che amavo così tanto sentire conficcata nel mio ha ripreso possesso della mia carne bagnata e pulsante, e le mie gambe sulle tue spalle mentre ansimavi forte, pazzo di godimento e di me, andavano a confondersi con le lancette dell’orologio appeso alla parete retrostante, accanto alla foto dei tuoi bimbi.