Replica

amante

Ho provato a mettermi alla prova resistendoti. Cercando altre iridi turchine in cui perdermi, altri bicipiti tatuati ai quali aggrapparmi quando esplodevi dentro di me, e così altri gemiti hanno accompagnato le mie discese nell’antro di un piacere sempre diverso. Eppure. Il sapore del tuo orgasmo nella mia bocca era sempre più dolce rispetto a quello degli altri, e avrei forse preferito non avere conosciuto quella lenta e speculare danza di mandibole che celava le nostre lingue duellanti. Sarebbe stato possibile, allora, proseguire il mio cammino e aprire ad altri la mia porta prescindendo da te, che con un bacio e due dita riuscivi sempre a farmi venire. Invece. Per un tempo che trascende le coordinate cronologiche adottate a definirne il trascorrere, quel desiderio insabbiato anzitempo e deviato dalle contingenze mi ha abitata. Cercando, le nostre volontà nonostante, il modo di tornare a estrinsecarsi. Così, un giorno come tanti ha segnato il punto di non ritorno e il bisogno ha dominato le nostre intenzioni. Il bisogno, sì, che ha subordinato a sé la voglia. E quella parte del tuo corpo che amavo così tanto sentire conficcata nel mio ha ripreso possesso della mia carne bagnata e pulsante, e le mie gambe sulle tue spalle mentre ansimavi forte, pazzo di godimento e di me, andavano a confondersi con le lancette dell’orologio appeso alla parete retrostante, accanto alla foto dei tuoi bimbi.

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